Intervista alla scrittrice Anne Born sul Cammino di Santiago

Intervista Anne Born Galiwonders

Oggi abbiamo il grande piacere di intervistare l’autrice Anne Born a proposito delle sue molteplici esperienze lungo il Cammino di Santiago. Scopriamo insieme cosa pensa questa appassionata del Cammino e quali impressioni vuole condividere con noi. Ci consiglierà di non aver paura della “tremenda libertà che possiamo provare lungo il Cammino”, “di mantenere una mentalità aperta e di camminare con il cuore aperto”.

Un consiglio fantastico, non credete?

Se siete interessati a tutti i suoi consigli non perdetevi il suo libro: “Buen Camino! Consigli di una pellegrina americana”. (The Backpack Press, dicembre 2017, ora aggiornato al 2020).

Piccola presentazione di Anne Born

Anne Born vive a New York e la sua passione per la scrittura iniziò quando era solo una bambina. Ora scrive sul blog di The Backpack Press e Tumbleweed Pilgrim. Come spiegherà nell’intervista, ha fatto volontariato in diverse città del Cammino di Santiago ed è una vera appassionata di questo pellegrinaggio. Il suo ultimo libro è “Buen Camino! Suggerimenti da un pellegrina americana”, ma sta già scrivendo un secondo libro sul Cammino, una guida per i pellegrini della Cattedrale di Santiago.

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Il rapporto di Ann con il Cammino di Santiago

La prima volta che Anne sentí parlare del Camino fu nel 1971, in un corso accademico di Storia dell’Arte all’Università del Michigan. In quel momento non aveva voglia di viaggiare da sola, così aspettò fino al 2009, quando percorse la sua prima tappa, lungo il Cammino Francese, con suo figlio. A causa del peso eccessivo che portava, di una scottatura e delle scarpe sbagliate, tornarono a casa.

Ma questo era solo l’inizio! L’anno seguente percorse gli ultimi 100 km del Cammino francese, da Sarria a Santiago da sola. In seguito, ha percorso il Cammino Francese in diversi tratti, il Cammino Inglese, il Cammino Primitivo e il Cammino Portoghese della Costa, gli ultimi 100 km, da Baiona a Santiago.

Il suo amore per il Cammino di Santiago è così forte che la riporta quasi ogni anno a percorrere un nuovo itinerario. Leggendo le sue parole, ci sentiamo sempre più motivati a intraprendere uno dei cammini di Santiago. Anne, infatti, condivide con noi la sua curiosità e il suo divertimento nel conoscere nuove persone, chiedendo loro il più possibile e il suo entusiasmo è davvero contagioso.

Conosciamo quindi meglio questa autrice che ci darà alcuni consigli su come vivere al meglio il Cammino di Santiago.

Ciao Anne,

Grazie per aver accettato questa intervista con Galiwonders e per il tempo che ci hai dedicato a rispondere alle nostre domande. Sappiamo che hai un forte legame con il Cammino di Santiago e ci piacerebbe sapere di più sul tuo coinvolgimento in questo cammino spirituale. Quanti e quali cammini ha percorso nel corso degli anni?

            Ho camminato il Cammino Inglese, il Cammino Portoghese e il Cammino Primitivo. Ho percorso il Cammino Francese completo, tranne 40 km circa, in molte visite in Spagna. Mi piace fare questo percorso a tratti. Negli ultimi dieci anni, ho percorso diversi percorsi, diverse sezioni per un totale di nove volte. E ho fatto volontariato a Santiago, a Ribadiso, a Grado e appena fuori Pamplona. Ora sto scrivendo il mio secondo libro sul Cammino, una guida per i pellegrini alla Cattedrale di Santiago.

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Come potresti descrivere il Cammino di Santiago a chi non l’ha mai fatto?

            Chiedo alle persone di dirmi cosa fanno nella loro vita che richieda tutte le loro capacità. È un percorso magico, con molte sfide, molte sorprese e molte opportunità di crescita spirituale, ma soprattutto, vi richiederà di fare molte cose che non avreste mai pensato possibili. È anche un’esperienza mistica, con una connessione con la storia a volte travolgente. Stiamo solo seguendo le orme dei pellegrini che hanno camminato prima di noi.

Consiglieresti la strada a chiunque o pensi che sia un’esperienza per pochi?

            Cerco di convincere la gente ad andare! Ho portato i miei figli – tutti adulti – e un amico. Ogni volta che vado, chiedo se qualcuno vuole venire con me. Direi che il cammino sia per chiunque abbastanza in forma per andare al supermercato. Non è necessario essere religiosi, ma ci sono molti motivi religiosi per camminare. Basta avere una mentalità aperta e camminare con il cuore aperto.

Quali impressioni ed emozioni ti accompagnano ancora oggi dei percorsi che hai fatto?

            Ci sono tanti bei ricordi. Penso al fatto di sdraiarmi nell’erba a guardare gli alberi, o di fermarmi a fotografare i fiori o le pecore nel campo, ricordo i cavalli selvaggi del Primitivo, il cielo della meseta. E parlo con tutti. Mi piace salutare le donne che fanno il bucato o qualcuno che lavora in una fattoria, i camerieri nei caffè. Così imparo tante cose. Il mio prossimo Cammino sarà probabilmente un altro Cammino Inglese. Mi è piaciuto molto percorrere quel percorso, ma sono aperta a suggerimenti!

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Pensi di aver fatto qualche errore nei percorsi precedenti (per esempio portare troppe cose nello zaino) che non rifaresti oggi? 

            È così facile portare troppe cose o portare tutti i vestiti sbagliati. Una volta ho lasciato una penna in un ostello per alleggerire il peso del mio zaino. Ora, tendo a utilizzare un servizio di trasferimento bagagli. Una volta ho lasciato il mio paio di scarpe extra in una pensione. Questo significa che dovevo indossare le stesse scarpe del cammino anche dopo aver finito di camminare. Grosso errore!

Che consiglio daresti a un pellegrino che vuole percorrere il Cammino per la prima volta?

            Fai molte domande. Ci sono dei luoghi molto utili dove trovare le risposte, come il Forum del Cammino o le associazioni nazionali dei pellegrini. Ma più che raccogliere informazioni, dico alla gente di non avere paura. Può essere spaventoso uscire da una vita programmata per entrare in qualcosa con una tale libertà. Se si riesce a capire come farlo, si è molto più preparati. Si passa dal sapere tutto ciò che probabilmente accadrà in una giornata a non essere in grado di conoscere assolutamente nulla intorno a noi. Può essere spaventoso, ma c’è la possibilità di una crescita enorme.

Perché pensi che il Cammino di Santiago sia considerato un’esperienza unica nella vita? Perché la maggior parte delle persone che l’hanno fatto una volta vogliono percorrere di nuovo un nuovo cammino?

            Io sostengo sempre che non dovrebbe essere un’esperienza di una volta nella vita. Questo può metterci molta pressione per ottenere qualche grande risultato o aspettarci che la nostra vita cambierà in modo significativo dopo il cammino. Se riduciamo le nostre aspettative, potrete ottenere molto di più. C’è un meraviglioso senso di realizzazione in questo tipo di cammino spirituale. Arrivando alla città successiva, o se trovi la chiesa che volevi visitare, hai risolto un problema ed è qualcosa che ricorderai. E si incontrano persone meravigliose che arricchiscono l’esperienza ogni giorno. È una mix di sensazioni che vuoi provare di nuovo.

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Hai qualche aneddoto divertente che ti è capitato lungo il cammino?

            Avevo appena percorso un tramo del Cammino Primitivo. Mi ci è voluto tutto il giorno, ma è stato glorioso in ogni sua parte. Sono arrivata in città tra gli applausi dei miei amici che erano tutti seduti a un tavolo fuori da un bar ad aspettarmi. Mi sono fatta la doccia e mi sono cambiata per la cena, ma non avevo molta fame, così ho ordinato delle uova. E un bicchiere di vino. Era l’unica cosa che volevo. Niente menú, niente dessert, niente cestino di pane, solo uova. Ero così stanca che sono andata di sopra a dormire senza pagare, così quando sono scesa per la colazione il giorno dopo sono andata prima a saldare il conto della cena. Il proprietario della pensione mi ha detto: “No, no, señora, ci ricordiamo di lei. Ieri sera non ha mangiato abbastanza per chiederle di pagare. Offre la casa!” Poi, c’è stata quella volta che sono entrata in un ristorante sul Cammino Francese, dopo aver camminato tutto il giorno sotto la pioggia. Mi sono seduto per ordinare però prima il barista ha tirato fuori uno straccio per asciugare tutta l’acqua dal pavimento. 

C’è un momento particolare lungo il percorso (la partenza, l’arrivo alla fine della tappa, l’incontro con i nuovi pellegrini…) che ti piace particolarmente?

            Per me è un’emozione arrivare alla città dove passerò la notte. Posso essere completamente esausta, ma vedere i negozi e la gente seduta nei caffè mi dà energia. Poi voglio esplorare, scoprire quando si celebrerà la messa, chiedere informazioni sui punti di riferimento locali. L’anno scorso ho potuto visitare il Museo Rosalia de Castro a Padrón. È stato un modo per sapere di più su questa scrittrice e allo stesso tempo per vedere più cose di Padrón. E il tassista che mi ha portato all’hotel ha condiviso con me alcune delle sue poesie preferite durante il viaggio di ritorno.

Pensi che sia un’esperienza da vivere da soli o accompagnati?

            Mi è piaciuto fare entrambe le cose. Ho camminato con gli amici, i miei figli e molti fantastici pellegrini lungo il percorso. Ma mi piace anche camminare da sola. Questo sarà sempre il mio modo preferito. Ovviamente si possono fare entrambe le cose. Anche se si inizia insieme, si può sempre dire: “Ho solo bisogno di passare un po’ di tempo da sola”, e chiunque stia camminando con te capirà. 

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Consiglieresti  ai giovani di fare il cammino di Santiago per vivere un’esperienza di gruppo

            Sì, certamente. È un ottimo modo per costruire una comunità all’interno di un gruppo. Ho lavorato come hospitalera in un paio di ostelli e ho visto come i giovani stringevano forti legami quando dovevano contare l’uno sull’altro ogni giorno. Diventa un evento speciale. I pellegrini si prendono cura l’uno dell’altro. 

E infine, che cosa hai provato quando non hai potuto percorrere il Cammino nel 2020 a causa della pandemia di covide-19?

            Lo scorso ottobre (2019) ho avuto uno strano impulso di comprare i biglietti aerei e di andare quest’anno, il 2020, a gennaio – di non aspettare. Così, ho avuto un Cammino molto solitario, completamente meraviglioso, da sola, a gennaio. Ho camminato da Sarria a Santiago. Avevo programmato di tornare in Spagna in aprile – e ho detto a tutti: “Non preoccupatevi! Tornerò ad aprile”. Ma a quel punto, tutto era chiuso. Mi sento così male per i pellegrini che avevano programmato di camminare quest’anno, ma a causa del Covid non hanno potuto farlo. L’attrazione del Cammino è reale. Una volta che ti metti in testa che lo farai, è difficile cambiare idea e rimanere a casa, o cercare di accontentarsi di piccole passeggiate nella tua zona.

Grazie mille per il tuo tempo e per le tue parole ispiratrici. È difficile resistere alla tua energia e alla tua passione e non vediamo l’ora di intraprendere il nostro prossimo cammino! Ti mandiamo un caloroso abbraccio da Galiwonders e speriamo di incontrarci presto da qualche parte lungo il cammino!

Potete seguire Anne Born e The Late Orphan Project su The Backpack Press, TumbleweedPilgrim.com e su Twitter, Redbubble e Instagram @nilesite. Le immagini di questo articolo sono state scattate da Anne lungo il suo ultimo cammino da Sarria a Santiago.

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